Cattedrale

Cattedrale di Santiago di Compostela

Santiago de Compostela · A Coruña · 0801

Cattedrale di Santiago di Compostela, cattedrale en Santiago de Compostela

Foto: Fernando · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons ↗

La basilica cattedrale metropolitana di San Giacomo di Compostella (in galiziano e spagnolo: Catedral basílica metropolitana de Santiago de Compostela; più semplicemente nota come cattedrale di San Giacomo di Compostella) è la chiesa madre dell'arcidiocesi di Santiago di Compostela, basilica minore e uno dei massimi santuari cattolici del mondo; al suo interno, nella cripta, i fedeli venerano le reliquie dell'apostolo Santiago o Maior/el Mayor (san Giacomo il Maggiore), patrono di Spagna. La cattedrale di Santiago è alla fine del Cammino di Santiago di Compostela, storico pellegrinaggio di origine medievale. Nel 2010 vennero eseguiti importanti lavori di restauro nella cattedrale, in vista di un flusso di pellegrini molto maggiore per quell'anno. Storia Secondo la leggenda, il corpo dell'apostolo Giacomo il Maggiore fu rinvenuto nel IX secolo nell'area dove sorge la cattedrale. Una prima chiesa intitolata a San Giacomo venne qui costruita all'inizio del IX secolo, per volere di Alfonso II delle Asturie. Successivamente, nell'899, sotto re Alfonso III, la prima chiesa fu sostituita da un'altra più grande, in stile protoromanico. Nel 997, durante il saccheggio della città di Santiago de Compostela da parte dei berberi comandati da Almanzor, la chiesa protoromanica venne incendiata e le sue porte e campane fatte trasportare, dagli schiavi cristiani, alla grande moschea di Cordoba. Nel 1095 il papa Urbano II decretò il trasferimento della sede vescovile di Iria Flavia, l'attuale Padrón, a Santiago de Compostela. L'inizio dei lavori dell'attuale cattedrale risale al 1075. Il tempio, in stile romanico, venne completato nel XIII secolo e consacrato nel 1211, alla presenza del re Alfonso IX di León. Si tratta di uno degli edifici che meglio rappresenta il tipo di chiesa romanica che scandisce il cammino di Santiago di Compostela tra Francia e Spagna (Sainte-Foy di Conques, Saint-Martial de Limoges, San Martino di Tours e Saint-Sernin a Tolosa), caratterizzato dall'abside con cappelle radiali e deambulatorio. Subì modifiche tra XVI e XVIII secolo. Esterno Facciata dell'Obradoiro In stile barocco, la fachada do Obradoiro fu edificata da Fernando de Casas Novoa, tra il 1738 e il 1750, allo scopo di proteggere il portico della Gloria dai danni delle intemperie alle quali era esposto. L'Obradoiro, rivolta a occidente, verso l'omonima piazza, costituisce l'ingresso principale della cattedrale ed è preceduta da una scalinata monumentale, realizzata nel 1606. Ai lati si innalzano le due torri, di origine medievale, alte 76 metri; nella torre destra, detta torre das Campás, si trova la statua di santa Maria Salome, madre di san Giacomo, mentre la statua di Zebedeo, padre dell'apostolo, orna la torre sinistra, la torre da Carraca. Al centro, nella parte più alta della facciata, campeggia la statua del titolare della cattedrale. Facciata della Quintana La costruzione della facciata della Quintana, in stile barocco, iniziò nel 1658, per ingentilire l’abside medievale irregolare. Fu incaricato dei lavori José De La Peña a cui si deve anche la balaustra che sormonta la facciata e modifica la merlatura preesistente. All’interno del recinto della cattedrale fu integrata la chiesa della Corticela. Per accedervi dalla piazza fu aperta nella nuova cinta muraria la cosiddetta Puerta de los Abades o de la Corticela, molto semplice. Nel 1658 iniziò la costruzione della Puerta Real, a destra della torre dell’orologio e in posizione arretrata rispetto alla Porta Santa. L’aspetto attuale della facciata della Quintana si deve a D. De Andrade che la terminò nel 1700 e la decorò con trofei militari e ghirlande di frutta. Quasi al centro della facciata la Porta Santa introduce in un corridoio che percorre le cappelle dell’abside. Su di essa sono le figure degli Apostoli e dei Personaggi dell’Antico Testamento provenienti dal demolito Coro del Maestro Mateo. Il portale è coronato dalla statua di Santiago Pellegrino e dai suoi discepoli Atanasio e Teodoro, opere di Pedro Del Campo. La nuova Porta Santa, neoclassica, fu disegnata da Melchor de Prado y Mariño nel 1794. Facciata de la Platerías All’estremità meridionale del transetto si trova la facciata de la Platerìas, l’unica superstite in stile romanico (1103-’17), seppur con l’inserimento di alcuni rilievi provenienti dalla facciata opposta a nord (dopo il 1758) e la costruzione ai lati della Torre dell’Orologio, ricostruita in stile barocco sulla base originaria del XIV secolo da Domingo De Andrade, e della facciata dell’edificio rinascimentale del Tesoro decorato con medaglioni contenenti stemmi, personaggi biblici e storici al cui interno è il Chiostro, opera di Rodrigo Gil De Hontañón (1540). Nell’ordine inferiore della facciata de la Platerìas si apre una doppia porta con arcate a tutto sesto dotate di lunette scolpite con episodi della Vita di Cristo. Dopo l’incendio del 1117 sopravvissero solo 9 immagini del programma iconografico basato su Cristo e gli Apostoli e furono aggiunte le immagini in marmo di Mosè, Abramo e Santiago. Il collegamento tra la facciata e il tesoro fu realizzato nel 1705 in stile barocco. Il timpano dell'ingresso di sinistra rappresenta le tentazioni di cristo, circondato dai demoni. Ma la figura più rilevante è quella di una donna che tiene in grembo un teschio; la dona adultera, secondo il Codex Calixtinus. Il timpano di destra mostra la Passione di Cristo e simboleggia il suo sacrificio per l'umanità. Il resto della facciata, tanto nel registro superiore quanto negli stipiti, è decorato con bassorilievi riutilizzati che sviluppano temi del Vecchio Testamento e comprendono le figure degli Apostoli guidati da San Giacomo. Facciata dell'Azabachería La Puerta del Paraìso o Porta Francigena (a nord), in stile romanico e ornata con scene tratte dalla Genesi, nel 1758 fu danneggiata da un incendio, demolita e ricostruita prendendo il nome di facciata dell’Azabacherìa. I lavori iniziarono ad opera di Lucas Caaveiro con la collaborazione di Clemente Sarela, autori del primo corpo e di parte del secondo in stile barocco compostelano. Nel 1765 i lavori vennero affidati a Domingo Lois Monteagudo che cercò di uniformare la sua opera a quella già esistente inserendovi elementi classici come medaglioni, trofei militari, frontoni e vasi acrotici. Quattro telamoni atlantidei reggono un frontone curvo che funge da base per la statua di Santiago Pellegrino ai cui piedi si inginocchiano i re Ordoño II e Alfonso III. Al centro del secondo ordine del prospetto, tra le due finestre, è collocata la statua raffigurante la Fede di José Gambino del 1764. Interno Portico della Gloria Superato il portale della facciata barocca dell'Obradoiro, si entra nel nartece della cattedrale, noto come portico della Gloria. Il portico è un capolavoro della scultura romanica, costruito per volere di re Ferdinando II di León tra il 1168 e il 1188, ad opera del Maestro Matteo. Il portico è costituito da tre campate voltate a crociera e presenta tre portali scolpiti, tramite i quali si accede alle navate. Il portale centrale, il più grande, è architravato e diviso al centro da una colonna, dove campeggia la statua dell'apostolo Giacomo. Sulla lunetta si trova la rappresentazione scolpita della corte della Gerusalemme Celeste, secondo la descrizione dell'Apocalisse di Giovanni, con al centro il Cristo in Maestà, circondato dai "quattro esseri viventi", simbolo degli evangelisti, da angeli e dalle anime dei giusti. Sull'archivolto sono rappresentati i ventiquattro vegliardi. Sugli stipiti vi sono le statue di apostoli e profeti. Più precisamente nel Portico s'incontrano scolpite le seguenti raffigurazioni: Arco di sinistra (Antico Testamento). Esso è composto da tre archivolti. Quello superiore è decorato con motivi vegetali, mentre in quello di mezzo undici figure imprigionate in una gogna simbolizzano gli Ebrei, prigionieri della loro stessa legge. Quello inferiore mostra altre undici figure che rappresentano «il Limbo dei Giusti, il Senato del Popolo Ebraico, i Padri degli Israeliti, dai quali proviene Cristo». Montante del Portico. Alla base del montante un uomo che afferra per il collo due leoni simboleggia il trionfo sul male. Il fusto rappresenta l'albero di Jesse, la genealogia umana di Gesù che collega i personaggi dell'Antico Testamento con Cristo per mezzo della Vergine Maria. La parte superiore rappresenta la genealogia divina di Cristo: la Santissima Trinità. La figura di San Giacomo pellegrino porta un bastone pastorale e una pergamena che si riferisce alla sua predicazione. Timpano. Il timpano è presieduto da Cristo che mostra le sue piaghe. Intorno a Lui sono raffigurati i quattro Evangelisti accompagnati dal loro simbolo (Tetramorfo): Giovanni con l'aquila, Luca con il bue, Marco con il leone e Matteo con l'angelo. Completano il timpano i beati, gli angeli con gli strumenti della Passione e i ventiquattro anziani dell'Apocalisse di Giovanni scolpiti in maniera molto dettagliata come gli strumenti musicali che portano in mano. Tra i tanti personaggi che popolano il timpano ci sono i 144.000 beati menzionati nell'Apocalisse che troveranno la salvezza. Porta di destra: Giudizio finale. Anche la porta di destra è composta da tre archivolti. Nella parte superiore appare Dio Padre e in quella inferiore Dio Figlio, che tengono in mano i Vangeli. A destra ci sono i mostri e demoni che infliggono terribili tormenti ai condannati nel Giudizio Finale. Quattro angeli portano le anime purificate alla Casa di Dio. Le grandi statue di quest'arco rappresentano sant'Andrea, san Matteo, san Tommaso e san Bartolomeo. L’interno della cattedrale è a tre navate con pianta a croce latina, transetto composto da ulteriori tre navate e deambulatorio che percorre l’abside. Tra i confessionali sulle pareti delle navate laterali si aprono piccole porte che conducono alle tribune da cui si accede ai tetti e alle torri. Queste tribune sono coperte da volte a crociera poggianti su colonne con capitelli scolpiti che raffigurano motivi vegetali, animali fantastici e personaggi che emergono dalle foglie; le bifore affacciano sull’interno del tempio. La cupola fu realizzata nel 1384 da Sancho Martís in sostituzione di quella originaria romanica di altezza inferiore; in epoca barocca fu conclusa dalla calotta attuale con lanterna. All’interno è ottagonale e dotata di ballatoio e finestre nel tamburo. La navata centrale, coperta da volta a botte, è larga e alta il doppio di quelle laterali, concluse da crociere romaniche, e sono separate l’una dall’altra da pilastri compositi che alternano basi quadrate e circolari. All’incrocio tra navata centrale e transetto si eleva la cupola ottagonale dotata di ballatoio sorretto da otto angeli che suonano la tromba. Organo a canne Al fondo della navata centrale, prima del transetto, sono collocati i due organi in stile barocco: quello a sinistra fu realizzato nel 1705 da Antonio Alfonsín e Miguel De Romay, quello a destra nel 1709 solo da quest’ultimo. Attualmente nelle casse scolpite si trova l'organo a canne Mascioni opus 1010, costruito nel 1977 e dalla stessa restaurato nel 2006. Lo strumento odierno è a trasmissione elettronica ed ha 58 registri; la sua consolle, posizionata nel matroneo di sinistra, dispone di tre tastiere di 61 note ciascuna ed una pedaliera concavo-radiale di 32. Capela Maior La cappella Maggiore, al fondo della navata centrale, è preceduta da una cancellata affiancata dai due pulpiti in bronzo, opera di Juan Bautista Celma di fine XVI secolo coperti da un baldacchino in legno intagliato e dorato nel 1714 dalla bottega di M. De Romey. Il baldacchino è sostenuto da quattro grandi Angeli policromi per lato posti al di sopra di colonne riccamente decorate e dorate. Fu progettato da D. De Andrade e da Vega y Verdugo e realizzato dai migliori artisti del tempo, tra i quali Pedro de la Torre, Francisco de Antas, Bernardo Cabrera, Simón López, Pedro Taboada, Juan de Cabrera, Lucas Serrano, Peña De Toro, Mateo de Prado e Brais do Pereiro. Al di sopra del baldacchino compaiono lo stemma reale al centro del fronte fra le Virtù Cardinali della Fortezza e della Prudenza sedute ai lati del frontone curvo spezzato; dalla parte centrale emerge una struttura piramidale di coronamento da cui sporge, nell’ordine inferiore, la scultura policroma di Santiago cavaliere su un cavallo bianco eseguita da Mateo de Prado (1677). La parte inferiore del coronamento è decorata a lacunari con rosette intagliati e dorati. Al di sotto del baldacchino è collocato l’altare maggiore. Sul paliotto in oro e argento sbalzato presieduto da Cristo in Maestà, tetramorfi, Anziani dell’Apocalisse e Apostoli troneggia un tabernacolo in cui è inserita l’Immacolata Concezione fusa da Jacobo Pecul su disegno di Melchor de Prado y Mariño. Alle sue spalle si eleva il ricco dossale in cui, nella nicchia centrale, è sistemata la statua medievale di San Giacomo Sedente (nella Cattedrale fin dal 1211), su un trono rinnovato tra il 1659 ed il 1671 su disegno di Vega y Verdugo con l’aggiunta di bastone, corona e mantello d’argento e pietre preziose. Gli ornamenti che impreziosiscono l’altare maggiore furono ideati da Fray Gabriel De Las Casas e realizzati per la maggior parte dall’orafo Juan De Figueroa. L’altare fu coronato con l’immagine di Santiago Pellegrino circondato dai re Alfonso II, Ramiro II, Ferdinando II e Felipe IV, opera di Pedro Del Valle (1667). Due scale laterali consentono l’accesso all’interno dell’altare maggiore: uno spazio quadrangolare ricoperto di marmi, pietre preziose e metalli e concluso dal capulìn dorato. La volta a botte del presbiterio conclusa da calotta verso l’abside fu dipinta a partire dal 1676 da Gabriel Fernández, Juan Paz De Caamaño, José Gómez Antonio Montanero e Antonio De Romay. Lungo il perimetro del presbiterio, intorno all’altare maggiore, un alto zoccolo in marmo e diaspro sorregge le colonne tortili intagliate e dorate completate da putti cerofori policromi. Quattro lampade

Testo di Wikipedia in italiano, con licenza CC BY-SA. Leggi l'articolo completo ↗

Dati

Che cos'è Chiesa · Basílica menor

Stile Arquitectura barroca · Arquitectura románica

Dedicato a Santiago o Maior

Autore Fernando de Casas Novoa

Fa parte di Camiño de Santiago francés na provincia da Coruña

Muri Pietra · Perpiaño

Altezza 75 m

Lunghezza 100 m

Tutela Ben de Interese Cultural · Parte dun sitio do Patrimonio da Humanidade

Nel catalogo RI-51-0000072

Altitudine del punto ≈ 265 m · Terrain Tiles

Paese più vicino Santiago de Compostela, a 120 m

Cammino di Santiago Camiño Inglés, a 61 m

Abitanti del comune 100.842 (2025) · IGE

Come arrivare

Sedia a rotelle Sì

Indirizzo Praza do Obradoiro, Santiago de Compostela

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